(IN CORSO)

Due anni fa ho visto delle stampe di Vincenzo Cottinelli che mi hanno attratto perché apparivano sospese, inafferrabili e allo stesso tempo molto materiche. Mi sono fatta spiegare il procedimento, che prevedeva di scattare in pellicola portando avanti di poco il rullo per ottenere così multiesposizioni sovrapposte. Da allora ci ho provato e riprovato, in bianco e nero e a colori, ovunque sono andata nel territorio bresciano e all’estero ho tentato di tirare fuori qualcosa di mio da questa tecnica così semplice ma dal procedimento lungo e complesso (paragonata alla velocità del digitale).

STRIPPING é il titolo che ho dato a questo progetto, a me piace tanto perché c’è dentro l’idea del viaggio, della “missione”, ma anche dell’incertezza del percorso e del tentennamento, e ovviamente della striscia.La fotografia é lo strumento più potente che abbiamo per rappresentare il mondo, ma la bidimensionalità a volte limita.
La sovrapposizione mi permette di creare l’illusione del volume.
Quello che i nostri occhi percepiscono quando guardiamo qualcosa non é planare, l’immagine complessiva é formata dal nostro cervello da tante immagini spezzettate, l’una accanto all’altra. Inoltre rispetto al digitale l’approccio alla fotografia analogica é molto più simile a quello che abbiamo con il Reale.Si comincia con un’idea di massima, certo, ma proprio perché il controllo non é totale (o quasi) come con il digitale l’obiettivo non é la perfezione assoluta, ma un risultato che vada nella direzione che abbiamo pensato e che si avvicini il più possibile a quello che volevamo ottenere.
Non potendo controllare il risultato in fase di realizzazione la concentrazione é maggiore, ma la sicurezza non c’è.

Le sovrapposizioni sono direttamente su pellicola, non in Photoshop, realizzate spostando avanti la pellicola di meno di un fotogramma (con quella macchinetta l’avanzamento lo decidi tu).
Per realizzare queste immagini uso una vecchia macchinetta Ikon Nettar degli anni 50 che fu di mio nonno materno radiotelegrafista e appassionato di foto/video. Rullino 120. Queste infatti sono strisce (da qui il nome “stripping”) lunghe dai 3 ai 6 fotogrammi standard.

A seguire una selezione del lavoro, che mostra il percorso, le molte divagazioni che mi sono concessa, e infine la direzione che al momento sto esplorando.