(IN CORSO)

Famiglia

Stessi caratteri somatici fuori, stesso sangue che scorre, dentro.
Le storie che si ripetono.
Le ossessioni tramandate.
Le situazioni in cui ci mettiamo che ci fanno sentire ancora legati a qualcosa che non c’è più.
In un certo senso per farlo ri-tornare, o per illudersi che non sia mai veramente sparito. Per attaccarci con le unghie alla speranza che qualcosa sia realmente rimasto. E si veda.

Case

Ci sono dei giorni in cui le immagini mi svegliano, me le trovo lì davanti agli occhi ancora chiusi, al mattino nel letto, prima che suoni la sveglia.
É un po’ come se arrivassero direttamente dal buio, dal profondo, come un flusso continuo, sempre più abbondante.
Mi chiedono di essere realizzate, io mi limito a eseguire gli ordini, c
ome un’operaia che svolge il suo lavoro, e mentre assembla i pezzi trova il senso di quello che sta facendo.

Mamma

Esistono dei significati universali validi per tutti per le cose?
L’idea di Mamma, per esempio.
La mia era dolce, debole, a volte nevrotica, cicciottella quando sono nata, magra nella malattia.
Suonava la chitarra, ha smesso quando sono nata io. Involontariamente assente da quando avevo 15 anni.
Di lei ho ricordi vaghi, confusi, la maggior parte tristi, ma dalle foto di papà e dai suoi racconti so che anche lei una volta é stata felice.
Per me “Madre” é accudimento, devozione, fragilità, sacrificio: martirio.
Quando mi sforzo di ricordarla mi vengono solo in mente sgridate o cose molto tristi, invece spesso nelle foto ha gli occhi che sorridono, e la faccia di una che non ha la minima idea di quanto dolore possa ad un certo punto arrivare, così, dal nulla, a sconvolgere le nostre vite.
Anche la mia faccia una volta era così.

Famiglia é il luogo dove si forma l’idea del mondo, giusta o sbagliata che sia.

 

Io

Scorro gli album come se lì dentro si nascondesse l’unica verità dimostrabile, e per questo in grado di darmi sollievo, ristoro, speranza.
Andando indietro ci trovo decine di volti ignoti, di ex-vivi che é difficile ricollocare nell’albero genealogico, non li conosco, non lo ho mai visti, oppure si e non me li ricordo? Se non ci fossero stati loro esisterei io?
Questo viaggio attraverso la fotografia e il ricordo é prezioso.
Tutti loro sono gli antenati di papà. Non ne posso essere certa, mi devo fidare della collocazione sommaria fatta dalla nonna prima, e da papà poi.
Mi fido, sono loro.

Papà

Il mio eroe per molti anni, poi uno sconosciuto da proteggere, poi il mio più acerrimo nemico, poi un sostenitore e aiutante infaticabile.
I rapporti profondi possono passare momenti difficili, ma se le basi sono buone il legame rimane forte.
Da piccola per spiegarmi cos’è l’amore mi raccontava di due persone che per dividersi una mela dovevano aspettarsi a vicenda, per essere sicuri di averne mangiata esattamente metà per uno.
Se non ho mai reputato un limite il fatto di essere una donna, lo devo a lui.

Famiglia contiene fragilità e insegnamenti fondanti.

Nonna

Fin da piccola qualsiasi cosa facessi era un elogio. Mi ha radicato nelle viscere la convinzione che sono *Brava*. Un dono prezioso e insieme un’ingombrante condanna, perché non tutti i giorni é facile crederci. Le sono sempre stata grata perché é il mio esempio di grazia naturale, autonomia, leggerezza, bellezza spontanea e eleganza.
Ma ammetteva con candore di essere razzista e che da giovane amava andare in piazza a fare la “piccola Italiana”.
Per fortuna poi ha sposato un partigiano.

Famiglia é luogo di contraddizioni inconfessabili, incubatore del caos.