Orrore! Non c’era nulla, nulla. […]

Tutte avevano volti d’ombra, tutte erano nulla […] l’orrore si impadronì di me, tra quegli esseri vuoti, dalle vane apparenze di spettri, uno spaventoso dubbio mi strinse il cuore di fronte a quelle maschere vuote.
Se anch’io fossi simile a loro, se anch’io avessi cessato di esistere, se, sotto la mia maschera, non vi fosse nulla, null’altro che il vuoto?

Mi precipitai ad uno specchio. Un essere irreale si drizzava innanzi a me, incappucciato di verde, pallido, incoronato di gigli neri, mascherato d’argento.
E quella maschera ero io, poichè riconobbi il gesto della mia mano che sollevava la cagoule, e urla di spavento: sotto la maschera d’argento non c’era nulla, nulla nell’ovale del cappuccio, se non il movimento della stoffa ripiegata sul vuoto; ero morto…


J. Lorrain