Il procedimento è stato scoperto da Man Ray negli anni 20:

Un foglio di carta sensibile intatto, finito inavvertitamente tra quelli già esposti, era stato sottoposto al bagno di sviluppo. Mentre aspettavo invano che comparisse un’immagine, con un gesto meccanico poggiai un piccolo imbuto di vetro, il bicchiere graduato e il termometro nella bacinella sopra la carta bagnata. Accesi la luce; sotto i miei occhi cominciò a formarsi un’immagine: non una semplice silhouette degli oggetti, ma un’immagine deformata e rifratta dal vetro, a seconda che gli oggetti fossero più o meno a contatto con la carta, mentre la parte direttamente esposta alla luce spiccava come in rilievo sul fondo nero … Prendevo tutti gli oggetti che mi capitavano sotto mano: la chiave della camera d’albergo, un fazzoletto, delle matite, un pennello, una candela, un pezzo di spago. Non era necessario immergerli nel liquido, bastava posarli sulla carta e poi esporli per pochi minuti alla luce, come con i negativi“.

(Man Ray)